TECHWOMAN DIETRO LE QUINTE DEL BINGE-WATCHING

Lo scorso mese di dicembre James Poniewozik in un suo articolo sul New York Times parlava di binge-watching dicendo:” Binge-watchin is immersive. It’s user-directed. It creates a dynamic that I call “The Suck”: that narcotic, tidal feeling of getting drawn into a show and letting it wash over you for hours. “Play next episode” is the default, and it’s so easy.”. La possibilità di fruire di intere serie Tv ha portato alcuni utenti a svilupparne una dipendenza, ma cosa è effettivamente il beinge-watching?

techwoman binge watching

Binge-watching deriva dal nome di un disordine del comportamento alimentare, il binge-eating, inserito nell’ultima edizione del manuale dei disturbi diagnostici, il DSM 5. Tale patologia è definita dal DSM 5 come “recurring episodes of eating significantly more food in a short period of time than most people would eat under similar circumstances, with episodes marked by feelings of lack of control.“. Lontano dalla gravità di un riconoscimento psicopatologico, la definizione di binge-watching è stata derivata per analogia da quella diagnostica ed include tutti quei casi in cui un individuo guarda 5 o più episodi di una serie Tv alzandosi solo per soddisfare i bisogni fisiologici improcrastinabili.

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Alcuni servizi, fra cui Netflix, hanno sviluppato un meccanismo di funzionamento che sembra facilitare il binge-watching, facendo sempre succedere un episodio all’atro a distanza di secondi senza muovere un dito e rivedere la sigla. In questo articolo di Wired, si possono leggere alcuni consigli per diventare fruitori perfetti di serie Tv oltre che professionisti del beinge eating.

so many episodes

Nel seguente articolo, TechCrunch parla di binge-watching riferendosi ai dati relativi agli utenti statunitensi del 2015 di streamig Tv ricavati da Conviva. Dai dati emerge che il 61% degli intervistati vede le proprie serie preferite in modalità streaming online, l’11%  scaricandosi gli episodi e fruendone offline mentre il 28% somma le due modalità. I device utilizzati sono nel 60% dei casi il pc, nel 37% la smart tv, nel 32% il tablet e nel 26% lo smartphone.

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Come suggerito dal presente articolo della LegaNerd, la dinamica del binge-watching si presta a letture di ampia portata anche per altri player e servizi del web. Un esempio è costituito dall’innovativo panorama della gamification, realtà virtuale che esporta ad ogni attività le caratteristiche tipiche del gioco. L’ambito ludico è solo un esempio di quante attività digitali potrebbero sommarsi alla visione di serieTV, andando a plasmare l’esperienza dell’utente a 360°.

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Al di là delle possibili declinazioni in positivo o in negativo del fenomeno, il binge-watching è una realtà contemporanea che sembra rafforzarsi sempre più. Guardare episodi di una serie TV non appena questi sono disponibili in modo compulsivo, magari condividendo i propri progressi tramite i social network, è ciò che James Poniewozik definisce “The Suk”. E’ questa una pseudo-psicopatologia che ormai rientra nella vita quotidiana di tutti noi che abbiamo abbandonato il palinsesto obbligato della televisione per approdare a quello auto-definito della web Tv.

Non è prevista nessuna terapia per smettere.

 

Fonti: New York Times, DSM 5, Wired, TechCrunch, Conviva, Lega Nerd,