TECHWOMAN E LE TAG CLOUD DEL PICCOLO SCHERMO

La parola tag cloud letteralmente significa nuvola di etichette e nel suo testo Camilla Barbarossa la definisce come una “rappresentazione visiva delle etichette o parole chiave utilizzate in un sito web. generalmente questa lista è presentata in ordine alfabetico con la peculiare caratteristica di attribuire un font più grande alle parole più importanti. si tratta, quindi, di una lista pensata. Il peso delle etichette che viene reso con caratteri di dimensioni diverse è inteso esclusivamente come frequenza di utilizzo all’interno del sito. più grande il carattere, maggiore la frequenza della parole chiave.

Che il sistema di tag cloud sia molto utilizzato sul web per rendere facilmente reperibili i concetti chiave non è certo una novità, la novità sta nel fatto che ultimamente anche in tv stanno comparendo tag cloud di varia natura, utilizzate più che altro come dettagli scenografici.

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Un esempio di tag cloud è presente nel programma Che fuori tempo che fa (vedi foto sotto). In questo show la tag cloud viene collocata come sfondo nel corso della rubrica di Massimo GramelliniLe parole della settimana“. La parola in evidenza è scelta a prescindere dall’interlocutore ed il tutto è u mero espediente scenografico a livello prettamente televisivo.

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Una seconda modalità di utilizzo delle tag cloud è rappresentato dai programmi sportivi, ne è un esempio Novantesimo Minuto (vedi foto sotto). Per ogni partita giocata nel corso della domenica pomeriggio viene mostrata in studio la tag cloud delle parole ad essa maggiormente associate, su Twitter.

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Una terza modalità d’utilizzo, infine, è quella completamente spostata sulla dimensione web. Un esempio ci è dato dal Festival di Sanremo; il profilo Twitter del festival ha infatti fatto un abbondante uso del sistema di tag cloud. Ogni artista in gara è stato presentato con una tag cloud indicante le parole da lui più twittate sul proprio profilo ufficiale. Inoltre nel corso delle serate, sempre sul profilo ufficiale della kermesse, sono state create alcune nuvole di parole attorno ai momenti cult dello show (vedi foto sotto). Il limite di questo meccanismo è che parole semanticamente sganciate dall’artista o dal momento in questione, ma comunque molto frequenti, vadano ad occupare posti di spicco. Le tag cloud di presentazione di molti artisti, difatti, ha visto dominare parole quali “buongiorno”, “dopo” o nomi di altri artisti.

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Fonti: Casi di Marketing-Camilla Barbarossa, Che fuori tempo che fa, Novantesimo Minuto, Festival di Sanremo-Twitter