WEB TELEVISION, UTENTI VERSO IL CAMBIAMENTO?

Lo streaming on demand e quindi la web television sta diventando sempre di più un fenomeno mondiale, con servizi che nascono, come Apple, o che si espandono, come Netflix, ora disponibile in più di 190 paesi, praticamente in tutto il mondo,(qui la mappa con i paesi dove Netflix è presente) con più di 70 milioni di abbonati.

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I servizi sono arrivati anche in Italia negli ultimi anni e secondo alcune stime riportate da repubblica.it sarebbero 700  mila gli utenti italiani che utilizzando servizi come InfinitySky online o Netflix, quest’ultimo con 280 mila utenti, anche se più della metà ancora nel periodo di prova gratuito.

I numeri sono ben lontani da quelli americani, dove l’81% della popolazione usa servizi VOD(video on demand)  e il 48% della popolazione statunitense utilizza servizi come Netflix, Hulu o Amazon prime. Nonostante ciò, grazie anche all’arrivo Netflix, la web television ha avuto un’impennata nell’ultimo anno. Sempre secondo i dati riportati da repubblica a Settembre 2015 si potevano contare solo 200 mila utenti, mentre ad oggi il numero è quasi triplicato. La possibilità di scegliere fra i vari servizi ha obbligato i fornitori a migliorare la propria offerta. I numeri comunque sembrano parlare di una crescita lenta e se davvero nei piani di Netflix, come riportato dal CEO Hastings, c’è quello di far arrivare il servizio in un terzo delle case italiane, qualcosa dovrà cambiare, per incentivare le persone a passare alla web television.

La strada sembra ancora lunga, soprattutto in Italia, dove è ancora molto forte la pirateria di contenuti audio e video e dove la connessione internet non sempre è delle migliori. Le premesse per una vera rivoluzione però sembrano esserci, secondo un’intervista a Hastings ( qui completa ) da quando Netflix è in Olanda lo streaming e i download illegali sono calati del 50%, mentre in  Australia in soli  6 mesi la pirateria è scesa già del 27%. Nulla esclude un comportamento analogo anche per gli utenti italiani. Per quanto riguarda la connessione invece l’Italia non è poi indietro come si crede, offrendo una velocità media di download intorno al 3.50 Mbps con Fastweb, non così lontana dai 3.88 offerti negli Stati Uniti ( a questo link c’è la possibilità di controllare la velocità offerta dai vari paesi). Il problema è la porzione di territorio raggiunta da questa velocità, ma comunque Netflix da la possibilità di vedere i contenuti con una velocità minima richiesta di 0.5 Mbps, offendo quindi un ottimo servizio anche se la connessione non è delle migliori. Ovviamente anche gli altri servizi per restare competitivi dovranno adattarsi a questo standard, permettendo così alla web television

La sfida è aperta e sarà solo il tempo a darci risposte per vedere se le persone sono disposte a lasciare indietro il vecchio modo di fruire dei contenuti televisivi o allo streaming illegale per passare a servizi di streaming on demand.

Fonti: key4bizrepubblicahwupgradesmartworldnetflixlastampa